• Elisa Tricarico

Misure alternative alla detenzione: la risocializzazione esterna


All’ interno del dizionario italiano Treccani troviamo la spiegazione dettagliata del termine recidiva.

Il recidivo è colui che: “è ricaduto volontariamente, o involontariamente, in una situazione di colpa o comunque negativa”; in particolare si tratta di colui “che è già stato precedentemente condannato, con sentenza o decreto irrevocabile, per uno o più reati dello stesso tipo o di tipo diverso da quello per cui viene giudicato”.


La recidiva di coloro che hanno seguito un percorso di reclusione, all’interno del panorama italiano, è un fenomeno poco noto e studiato, infatti le conoscenze sulle cause di tale fenomeno risultano essere alquanto frammentarie.


L’unica soluzione è affidarci agli studi relativi al fenomeno della recidiva correlato al prender parte a percorsi di misure alternative: i soggetti fruitori dell’affidamento in prova ai servizi sociali hanno registrato una percentuale di recidiva pari al 19%, contro una media del quasi 70%.


Il vantaggio della diminuzione della recidiva non è solo in termini sociali, ma anche prettamente economici: ciò potrebbe infatti far comprendere che i costi relativi all’assunzione di forza lavoro precedentemente detenuta rappresentano solo costi apparenti per lo Stato.


Non vanno inoltre trascurati i costi che diminuiscono a vista d’ occhio dopo la scarcerazione di ogni detenuto o di coloro affidati ai servizi sociali.


Ulteriori benefici meno facili da quantificare quali la diminuzione delle persone offese da atti criminosi e minore ricorso alle misure di difesa sociale, consistono in meno investimenti per quanto riguarda le risorse umane e i materiali.


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