• Elisa Tricarico

Crimine e inchiostro: mafia e politica, le personalità dei politici


Argomento molto delicato e controverso è se la mafia abbia una strategia politica o se intrecciando rapporti con soggetti dell’universo politico si limiti a stringere alleanze tattiche.


Secondo la relazione su mafia e politica della Commissione antimafia, Cosa nostra, che rappresenta il gruppo più consistente della mafia siciliana, "ha una propria strategia politica.

L’occupazione e il governo del territorio in concorrenza con le autorità legittime, il possesso di ingenti risorse finanziarie, la disponibilità di un esercito clandestino e ben armato, il programma di espansione illimitata, tutte queste caratteristiche ne fanno un’organizzazione che si muove secondo logiche di potere e di convenienza, senza regole che non siano quelle della propria tutela e del proprio sviluppo.

La strategia politica di Cosa nostra non è mutuata da altri, ma imposta agli altri con la corruzione e la violenza” (Commissione antimafia 1993).


Resta da vedere se questa strategia non venga praticata anche in forza di convergenze di interessi e di accordi stipulati senza bisogno di ricorrere alle armi e alle minacce.


Per avere una visione più adeguata bisognerebbe in primo luogo interrogarsi sulla natura dell’associazionismo mafioso. Ad avviso di molti studiosi, la mafia può considerarsi soggetto politico, in duplice senso:

1) in quanto associazione criminale la mafia è un gruppo politico, presentando tutte le caratteristiche individuate dalla sociologia classica per la definizione di tale tipo di gruppo;

2) essa concorre come gruppo criminale e con il blocco sociale di cui fa parte alla produzione della politica in senso complessivo, cioè determina o contribuisce a determinare le decisioni e le scelte riguardanti la gestione del potere e la distribuzione delle risorse.


Dopo la prima parte della serata di Wine&Crime in cui si affronterà questo argomento da un punto di vista sociologico e politico, nella seconda parte, con Crimine e Inchiostro, si entrerà nella parte “oscura” e mai svelata dei volti di alcuni protagonisti fondamentali della mafia, tra grafie dei boss mafiosi e di alcuni politici coinvolti in questo fenomeno, passando dalla loggia P2.


Analizzeremo, ad esempio, la scrittura di Giulio Andreotti, personaggio politico di grande spicco e molto controverso.

Stupisce constatare che la sua è una grafia di calibro così piccolo, con un filo grafico stentato e temolante..

Vi faremo scoprire tante sfaccettature inaspettate…


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