• Elisa Tricarico

Crimine e inchiostro: angeli e demoni


L’analisi grafologica va al là di qualsiasi colloquio clinico, rappresenta una sorta di fotografia, che fornisce il quadro generale della personalità dell’individuo e di eventuali segni nascosti che possono emergere chiaramente e in modo istantaneo.


Tuttavia, ad oggi, non ci sono segni che inequivocabilmente caratterizzano le scritture dei criminali.


Nel suo libro Les éléments de l’écriture des canailles, Crépieux-Jamin offre un estratto dell’analisi che aveva redatto a proposito di un uomo condannato a morte per aver ucciso quattro donne.

Ecco quello che scriveva: “essenzialmente mediocre, agitazione, discontinuità, disordine, più esaltato che sincero […], non generoso né buono, ma egoista, dolce e violento, sensuale e pigro, natura squilibrata” […].


La scrittura non può prevedere il passaggio all’atto.

Tuttavia, il grafologo potrà essere di grande aiuto, per valutare i tratti caratteristici della personalità criminale e comprenderne le cause profonde, tanto psicologiche, psicoanalitiche e simboliche, quanto sociologiche, che l’hanno spinto ad agire. In altre parole, se il grafologo non può scorgere nella scrittura i segni della tendenza a delinquere, potrà però descrivere il temperamento che riflette le inclinazioni innate, le motivazioni, le capacità sensoriali affettive o cognitive.


In definitiva, tenendo conto dell’eterogeneità delle tendenze e dei moventi che spingono all’azione criminosa, l’analisi della scrittura dei criminali deve in generale condurre soltanto a conclusioni particolarmente prudenti, anche se talvolta, attraverso la grafologia, è possibile individuare i cosiddetti “segnali di allarme”, in un’ottica predittiva.


Vieni a scoprire quali sono i segni della violenza nella scrittura di alcuni tra i personaggi più efferati della storia criminale.


Angeli e demoni tra le righe…


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