Crimine e inchiostro: la scrittura dei suicidi

May 1, 2018

La grafologia si è sempre interessata al suicidio, per vedere se è possibile trovare un segno o una combinazione di segni che possano in un qualche modo essere predittivi.

 

Fino ad ora non è stato trovato il segno del suicidio.

Si parla sempre di combinazione di segni che al massimo ci possono dare una spiegazione solo su qualcuno o più fattori favorenti.

Anche perché il suicidio non è un atto semplice, ma è un atto molto complesso, molto elaborato, con ombre ancora da chiarire.

 

La scrittura può essere uno strumento utile ed efficace per intercettare segnali di allarme, in quanto esprime la nostra condizione mentale ed emotiva.

 

La grafologia si può affiancare alla psicologia per evidenziare eventuali condizioni che indicano la presenza di un pensiero ossessivo e atteggiamenti di aggressività auto-diretta.

In particolare, la scrittura può essere rivelatrice di segni che individuano lo stato depressivo e gli stati umorali ad esso conseguenti.

 

Il simbolo grafologico più determinante per tale condizione è la scrittura discendente rispetto al rigo di base, come se il soggetto non avesse più la forza di reggersi sul rigo dello scritto, evidenziando una perdita totale di energia.

 

Ma vi sono anche altri segni grafologici sintomatici degli stati depressivi, descritti nel testo “Phsychopathologie et ‘Ecriturè” di Forence Witkoswski (2005) che riassume alcune caratteristiche grafologiche presenti nelle grafie di persone che si sono suicidate:

  • spazio ampiamente decentrato,

  • assenza o massiccia presenza di angoli,

  • tratto grafico decentrato,

  • collegamenti tra le lettere globalmente difficoltosi,

  • forme incomplete, lettere malformate o illeggibili,

  • pressione grafica senza differenziazione nel gioco dei pieni e dei filetti, spesso molto leggera,

  • eclatante disomogeneità: nel calibro, nella forma, nella direzione del tracciato, 

  • tratti fortemente ripassati, correzioni, ritocchi,

  • zona media malformata, spesso ridotta a tratti orizzontali, oscillazioni a destra e a sinistra,

  • frequente il calibro fortemente rimpicciolito.

In linea generale, molti grafologi sono concordi nel ritenere che la scrittura stentata, disarmonica, disomogenea, e soprattutto con andamento discendente sia un chiaro sintomo di un forte disagio emotivo, invalidante del suo vivere quotidiano, una insofferenza pessimistica persistente.

 

Durante il seminario, saranno analizzate alcune scritture di persone che si sono tolte la vita, tra cui quella del noto manager di Monte dei Paschi di Siena nel 2013, David Rossi.

 

Quali sono i tratti più caratteristici delle scritture dei suicidi?

Ci sono dei segni grafici che li accomunano?

 

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