Migliora i tuoi ritratti!

September 25, 2018

Uno dei campi più gettonati nel mondo della fotografia è rappresentato senza dubbio dal ritratto. Praticamente tutti, nella vita, sono stati protagonisti di una foto di ritratto, sia come protagonisti che come fotografi.

 

Per quanto però sia un genere popolare, resta anche uno dei più difficili da affrontare nella giusta maniera per un fotografo, amatoriale ma anche professionista.

Il problema fondamentale non è però di carattere tecnico, ma "psicologico".

 

La impostazioni della macchina sono relativamente semplici: 

- usa una lunghezza focale adeguata, superiore ai 50 millimetri (riferendosi al primo piano), in modo da evitare la distorsione a barilotto (effetto per cui un viso sembra molto più "tondeggiante" che nella realtà);

- se lo sfondo è caotico, riduci la profondità di campo, in modo da lasciare le distrazioni fuori fuoco;

- gli occhi del soggetto devono sempre e comunque essere a fuoco!

 

Il vero problema quando ci approcciamo al ritratto è proprio la persona che abbiamo davanti. Quante volte, chiedendo a una persona di essere fotografata, vi siete sentiti rispondere "no, perché vengo male in foto"?

E se vi soffermate ad analizzare la frase, vi renderete conto di quanto sia un ostacolo la sua formulazione: nessuno, infatti, vi dice "non farmi una foto perché sono brutto/a", ma il sottinteso della frase iniziale è "io di mio sono bello/a, peggioro drasticamente però a causa della fotografia".

Come se la fotografia fosse uno specchio magico al contrario, che invece di renderti migliore ti imbruttisce!

 

In quanto fotografi, dobbiamo cercare di sradicare questa idea dalla testa delle persone, l'idea che la fotografia renda brutti. Non è la fotografia il problema, ma il nostro atteggiamento nei confronti dell'obiettivo: se partiamo con l'idea che verremo male in foto, sicuramente non saremo a nostro agio e il ritratto risultante non sarà la miglior versione di noi.

 

Cosa fare allora? Lavorare sula lato umano, fare in modo che la persona che dovete ritrarre si comporti nel modo più spontaneo possibile! Il come, nel dettaglio, dipende molto da voi e dal vostro carattere; un'idea potrebbe essere quella di fare una battuta, parlare del più o del meno, rompere il ghiaccio e la tensione che una sessione fotografica (che sia con uno sconosciuto o una cugina aspirante modella non cambia molto) inevitabilmente ingenera in una persona comune (per le ragioni di cui sopra: "oddio chissà come verrò male!").

Altra opzione, mostrare subito i risultati delle foto, dopo tre o quattro scatti, rassicurando la persona sul fatto che in realtà le immagini sono meglio di quanto avrebbe pensato.

Fare degli scatti di prova per finta, comunicando di dover regolare la luce o altro e quindi dicendo "faccio un paio di scatti di prova, ma tu continua pure a fare quello che stavi facendo. Due minuti e poi iniziamo". In questo modo togliete di dosso la pressione delle foto, la persona si comporta spontaneamente e i suoi ritratti saranno decisamente migliori!

 

Non vi resta che iniziare a settare la macchina fotografica e pensare quale strategia usare per mettere a proprio agio i vostri soggetti!

 

Please reload

Featured Posts

I FIGLICIDI. TRA FOLLIA E NORMALITÀ DI UN GESTO INCOMPRENSIBILE

1/3
Please reload

Recent Posts
Please reload

Search By Tags