Affettività ed emozioni nella scrittura

November 17, 2018

La grafologia è una disciplina affascinante, ricca di spunti inattesi; viene anche chiamata “psicologia della scrittura”, termine coniato da Marco Marchesan, in quanto consente di conoscere la personalità, anche negli aspetti particolarmente profondi, le doti innate (temperamento), le qualità intellettive, le modalità relazionali e comunicative, la predisposizione a disturbi psicosomatici, compensazioni, meccanismi di difesa, e la gestione dell’emotività.


Scrivere è infatti un’attività simbolica, spaziale e temporale, con cui il gesto grafico si inscrive su una superficie, il nostro mondo circostante, lasciandovi la sua traccia, il suo ritmo, la sua energia, la sua forma, che la rende univoca e irripetibile.
La grafia, la scrittura personale, è qualcosa di immutabile, come un’impronta digitale che ci segue per la vita, una traccia di noi stessi. 


La scrittura infatti è il mezzo con cui esprimiamo le nostre emozioni e ci indica come ognuno di noi vive la propria affettività, in quale misura e con quali modalità, proprio perché scrivere e’ un gesto inconscio, che si attua senza un controllo razionale. Per questo motivo, è in grado di rivelare la natura intima e più profonda dello scrivente.


Ogni tratto è l’espressione di una sensazione, che ci parla del nostro cuore, della nostra affettività, delle nostre percezioni e dei sentimenti più autentici, di come l’inconscio, la parte sommersa al di sotto della punta dell’iceberg, si manifesta e determina le nostre azioni e i nostri pensieri.
L’affettività nella scrittura si esprime, ad esempio, attraverso la forma, che definisce come l’IO dell’individuo si relaziona all’ambiente e agli altri.


Lo psicologo Jung divide gli esseri umani in due gruppi: coloro la cui energia è rivolta verso l’esterno, verso l’ambiente (gli estroversi) e coloro il cui atteggiamento è rivolto verso la propria interiorità (gli introversi).
Gli estroversi avranno una grafia curva, ricca di arrotondamenti, quindi sarà aperto agli altri e li accoglieranno con morbidezza, dando grande importanza alla sfera affettiva.
Al contrario, l’introverso avrà una grafia più angolosa, segno di controllo, ritrosia, maggior orientamento alla sfera intellettiva piuttosto che alla spontanea manifestazione dell’affettività, a volte a causa di una volontà di auto protezione e difesa.


L’emotività, invece, sarà espressa, ad esempio, con la direzione sul rigo, quindi l’andamento della scrittura sul rigo. L’emotività è la capacità di avere emozioni, la reattività agli stimoli in modo rapido e intenso.
Se la grafia sul rigo è orizzontale, la persona ha un grande senso del dovere e controllo delle proprie emozioni; diversamente se tende a scendere oppure è variabile, ci saranno più sbalzi di umore, scoraggiamento, perdita di fiducia e energia.

 

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